Come assemblare un PC con una vecchia mother board

Da qualche tempo mi sono riavvicinato all’elettronica, una passione che era rimasta un po’ sopita ma non si è mai davvero spenta. Questo mi ha portato a frequentare di nuovo le fiere dell’elettronica: sono numerose, anche se non tutte altrettanto interessanti o ben fornite. In una di queste, però, ho trovato l’occasione di acquistare a pochi euro una scheda madre per PC non recentissima.

Per chi non ha particolare familiarità con l’hardware di un computer, la motherboard, o scheda madre, è il circuito stampato principale che collega e ospita i componenti fondamentali del sistema: processore, memoria, controller per dischi, rete, audio e slot di espansione. A seconda dell’epoca e della piattaforma, alcune funzioni possono essere integrate direttamente sulla scheda oppure affidate a componenti aggiuntivi.

Nei primi anni dei PC era piuttosto normale mettere mano all’interno del case per aggiungere schede, aumentare la RAM, sostituire componenti o persino aggiornare il processore. Andando ancora più indietro nel tempo, era comune anche installare il coprocessore matematico, spesso acquistato in un secondo momento per contenere i costi iniziali.

Negli ultimi vent’anni ho invece usato prevalentemente un MacBook come computer principale. In quei sistemi, al massimo, poteva capitare di espandere la memoria o sostituire l’hard disk con un SSD. Nei modelli più recenti, però, quasi tutto è integrato sulla scheda madre e gli upgrade sono di fatto impossibili. Più in generale, credo che oggi l’abitudine di modificare l’hardware sia molto meno diffusa, soprattutto nel mondo dei portatili.

Eppure proprio quella scheda madre comprata in fiera, quasi per curiosità e senza un obiettivo preciso, è rimasta in un cassetto per oltre un anno. Non avevo nemmeno verificato con attenzione il modello o le reali possibilità di utilizzo.

Nel corso di elettronica digitale che sto portando avanti sul canale Alexa Academy, però, sono arrivato al tema delle FPGA. La scheda che ho scelto di usare monta una Spartan-6 e richiede un ambiente di sviluppo che funziona molto bene su Windows 7, ma decisamente peggio su Windows 10 e Windows 11. Se l’argomento vi incuriosisce, ne parlerò nei prossimi video.

A quel punto ho deciso di recuperare la scheda madre acquistata in fiera, capire quali processori supportasse e verificare quali componenti mi servissero davvero. Ho anche controllato cosa potevo recuperare da un vecchio PC inutilizzato da anni, prima del passaggio definitivo a Mac.

Ne è nato un video che, secondo me, è particolarmente interessante perché mostra come assemblare un PC con componenti di recupero o facilmente reperibili online a basso costo. Il risultato finale è una macchina perfetta per Windows 7 e ancora sorprendentemente reattiva, anche grazie a un SSD che avevo da tempo lasciato inutilizzato in un cassetto.

Se vi interessa il recupero hardware, l’assemblaggio di un PC economico e l’uso di una macchina dedicata a strumenti legacy come quelli per FPGA, vi aspetto nel video.

In questa immagine il pinout del connettore USB sulla scheda madre.

Avatar Paolo Godino